Abiti su misura – Made in Italy

Nel precedente articolo vi ho parlato di cosa è per me un abito su misura, e del perché può essere inteso come qualcosa di Unico.

Oggi vorrei sottolineare invece l’importanza che ha la denominazione Made in Italy a cui esso si associa. La scelta di un abito interamente Ideato e Prodotto in Italia è innanzitutto un’ottima scelta morale, perché rispettosa della nostra storia, della nostra civiltà, del nostro lavoro e sopratutto perché tutela il nostro stesso futuro. Oltre al fatto che questa ne garantisce l’originalità e la qualità dello stesso.

L’abito su misura introdotto nella filiera produttiva italiana può essere così personalizzato con dettagli che vengono appositamente realizzati dalle nostre stesse richieste, pensati e studiati da noi stessi stilisti e dalle nostre stesse sartorie italiane.

E’ questo che ho cercato di trasmettere alla mia amica Rosa che si è sottoposta per la prima volta come mia cavia nella realizzazione di un abito su misura, mai avrebbe pensato di affidarsi prima di allora ai miei consigli di stile e alla maestria della mia collaboratrice e sarta Mariella Tamborrino. Le sue perplessità erano dettate dall’incertezza di potersi piacere con un capo pensato esclusivamente nella mia mente ma che lei non avrebbe potuto indossare\provare nell’immediato. E questo è sicuramente un problema di molte\i, e cioè quello di accettare qualcosa che in realtà non vedi se non che su di un foglio. Per noi addetti ai lavori è facile pensare come un capo disegnato può vestire un determinato fisico, ma non può essere per tutti così. Chi non ha l’occhio allenato deve necessariamente fidarsi di chi lavorerà per lei\lui. Fortunatamente la mia amica si è voluta fidare, ed è stato per me qualcosa di altamente soddisfacente, e ancor più soddisfacente è stato il fatto che il risultato finale è stato innanzitutto apprezzato da lei e anche da molti altri.

L’ispirazione è partita da una stoffa di seta stampata con un motivo floreale, raffinatissima e delicata alla sola vista, ancor di più al suo tatto. Da qui ho pensato ad un abito corto, con una gonna a mezza campana che cadesse delicata sui fianchi, segnasse la vita e il busto e lasciasse scoperta quasi totalmente la schiena.

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© Leonardo D’Anzi Fashion Designer

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Io, con indosso un abito su misura di “Palazzo Sartoriale”, e la mia amica Rosa, con un abito ideato da me e confezionato dalla mia collaboratrice Mariella.

Ed anche io, per tutti questi motivi, mi sono rivolto ad una di queste realtà locali per far realizzare il mio abito da cerimonia per il matrimonio di mia sorella. Di queste realtà l’Italia, fortunatamente, non ne è sprovvista. Io ho optato per Palazzo Sartoriale, una bella realtà che ha sede a Martina Franca (Ta), distretto già famoso per la confezione sartoriale. La scelta è stata, devo dire, a dir poco facile; conoscevo già grazie al passaparola il loro prodotto, e mi sono convinto ancora di più osservando la loro pagina FB, qui ho notato la maestria della realizzazione e delle finiture del capo, e la qualità dei tessuti usati per le varie confezioni (tra i vari ne cito “solo” due: Ermengildo Zegna e Vitale Barberis Canonico). Avendo così un idea chiara di quello che volevo mi sono recato nel loro Showroom e qui mi hanno letteralmente costruito addosso il capo, tenendo presente le mie indicazioni e accettando molti dei loro consigli, non poteva che essere altrimenti data la loro consolidata esperienza. La mia idea era quella di un abito dall’aspetto molto signorile, ma allo stesso tempo contemporaneo e fresco, adatto alla mia corporatura longilinea. Un abito doppio petto (o meglio una via di mezzo tra un petto e mezzo e un doppio petto) dalla vestibilità asciutta, “slim” appunto, interamente fatto con tessuti naturali e di eccellenza. Per l’abito e il gilet la scelta è ricaduta su un tessuto “fresco lana” di Vitale Barberis Canonico di colore blu scuro, per la camicia invece un cotone egiziano di colore bianco, il tutto personalizzato con dei bottoni in madreperla sempre di colore blu scuro. Il risultato è stato soddisfacente al 100%, tanto da decidere di rivolgermi al reparto donna anche per la confezione dell’abito di mia madre, sempre per la cerimonia nuziale di mia sorella. Di questo però ne parlerò in un prossimo articolo, vi annuncio solo che il capo è stato disegnato da me e quindi voglio riservarli un post a parte.

Ci aggiorniamo quindi presto!

Leo

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